fresca di sorgente

di , 12 Luglio 2016 14:40

 

 

 

 

 

 

 

 

Nascosta nel muro di Zara la fontanina dell’Aiale.

L’acqua corre per alcuni metri, la sorgente e poco sopra. Una vena tanta è piccola la fessura tra due rocce e quel filo così prezioso è stato riattivato dalla buona volontà dei borgatari.
Chi non aveva mestiere ha messo tanto sudore per i lavori di scasso e nel portare secchi di cemento per chiudere la presa e per il piccolo deposito di decantazione. Il Giovanni 92 anni consigli preziosi perché non andasse persa nemmeno una goccia. Adesso quella che durante l’inverno non viene nemmeno guardata è meta di un numeroso peregrinaggio di bottiglie e stagne.

 

 

Dimenticavo il Guido ha imparato a soffiare dritto e è pronto per spengere le sue candeline del compleanno.

i sogni come le stelle

di , 24 Giugno 2016 21:50

 

 

 

Poche stelle in questo cielo stasera ma come ieri sera e l’altra sera. Il mio di cieli è pieno di sogni che brillano in mille costellazioni e galassie.
L’inquinamento luminoso dicono e la calura del giorno nascondono, ma anche i sogni sembrano brillare di meno e sempre più confusi in questo cielo sempre più solo. Un tempo mi dicevano che i sogni erano l’unica forza che avevamo noi uomini e col tempo do ragione a quella voce.
Il silenzio nemmeno rotto dal rotolare del mare aiuta a sentirsi piccoli, piccoli seduti sul bagnasciuga.
Qualche luce lontana i navigli che seguitano la propria rotta e una leggera brezza che tonifica ma si fa attendere a lungo.
Il tempo dei lupi di mare che sonnecchiavano al sole e che guardavano in passeggio non se vedono più. Solo e quasi un’accezione io a pescare sul pontile prede così rare e furbe da non farsi più prendere.Le giornate calde e noiate sotto un ombrellone e corpi sempre più deformi immobili a bagni di sole. Quanta miseria mi viene da pensare, molti lì come un premio un sogno realizzato e me in libera uscita felice di tornarmene dietro le rinferriate dei faggi alti e dritti dei miei boschi.

l’avevo promesso

di , 8 Giugno 2016 15:14

 

 

 

 

 

-  Domattina se  bello vengo a trovarti, così avevo salutato nottetempo Giovanni di ritorno dal monte dove aveva lascito il gregge nella stalla estiva. Con maggio ogni anno lascia la borgata e porta le sue pecore su dove finisce la faggeta e iniziano la pratine, fienili di erba fresca e di mille qualità.
Sotto lo Spigolino a fianco del monte Corno alle Scale ha costruito una stalla per l’estate e più in la dove la faggeta struscia per terra il recinto del merizzo. Stamani di buon ora ho preso lo zaino con due cose da mangiare e due birre e su. Ho lasciato la borgata e via per il sentiero tra castagneti ora, abetaie dopo con la faggeta per ultima e poi la pratine con ruscelli saltellati dopo ogni poggetto. Giovanni era nella piana con Svelto il maremmano affianco e un po’ più in la Brava. Un cenno con la mano e mi sono seduto a suo fianco. Ho messo le birre sotto lo scroscio sorgivo e mi sono guardato intorno.
Tanti fiori non ce ne sono ancora è presto per mille e otto. Solo cesti rose di manine di Gesù e qualche valeriana celeste. Un paradiso avrebbe detto un cittadino sensibile sotto quel sole caldo e limpido.
Giovanni parla e parla dopo tanti giorni di solitudine.
La seconda birra aiuta ancora di più, so che ne è ghiotto, a me va più il rosso ma all’occorrenza …
Nella bisaccia Giovanni ha tirato fuori un salamino e mezza ricotta, il mio….
Bello dividere non solo l’amicizia.

il nonno acquistato

di , 21 Maggio 2016 13:49

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aveva fatto mille mestieri Tanacca
Aiutante del mio nonno a portare sale da Asmara al porto, poi nella guerra contro il negus e infine in camion fino a Tripoli per rientrare e finire la seconda guerra in Albania e tornato in treno sotto un seggiolino  coperto dalle gonnellone di una dalmata che anche lei scappava da Tito.
Tanacca aveva messo su a casa una bettola dove mesceva vino, vinsanto e grappa fatta da Giovanni detto Grappa.
Nel  56 aveva messo su un camioncino 1100 FIAT e con quello faceva il porta roba dalla città Pistoia e il paesello; al banco a mescere quartini di vino la giovane moglie e la cognata rimasta ragazza per la fuga del biondo bergamasco venuto a riparare i girelli che da me portano all’Abetone.
L’andare al mercato una volta alla settimana, una corona che si snocciolava ad ogni bettola fino alla città dove prima di cominciare a battibeccare per le poche cose da comprare l’obbligo della sosta in Porta a Borgo. Piatto di trippa con quartino di rosso, due spacconate con gli amici anche loro cascati dai paesi limitrofi lì. Con le prime luci del giorno apriva il cancello del mercato e iniziavano le grandi discussioni per le 10 lire di aumenti sullo zucchero, pasta i sacchi da 30kg, stagne di olio e le damigiane di vino.
Per le 3 tre del pomeriggio dopo aver risnocciolato la corona con almeno 7 fermate ad altrettante mescite e un morso di pane con mortadella rimetteva il camioncino in garage.
Una bella dormita e alle prime luci della sera scendeva nella rivendita per la cena e per raccontare ai pochi avventori le novità cittadine.
Altri tempi in assenza dell’etilometro.

 

QUI ACCANTO UNA PINA DI PINO MUGO E SOPRA UN RAMOSCELLO DI PINO MUGO

resti misteriosi

di , 10 Maggio 2016 18:01

Questo non è stato un grande inverno almeno qui sulla mia montagna, alle spalle il monte Cimone sul versante toscano.

Sono giorni di sopralluoghi nelle proprietà sparse sul pendio tra il torrente Liesina e il Lima. Se non sono resi trattorabili i sentieri sono un groviglio di vitalbe e cedimenti di terreni e ceppaie cresciute troppo e franate con le ventate.
Il sentiero che porta al vecchio mulino d’Ardelio costeggia il rio Buio tra scogli e precipizzi e scende rapido ora a destra ora a sinistra del rio. Più scendo e più aumenta la portatad’acqua del torrente con docce, cascate rumorose. Spesso il passo è tra foglie gigantesche di begonie albis con foglie grandissime e fiori esili e piccolissimi bianchi
Bella la natura che mi circonda con il verde ancora tenue novello e rocce coperte di muschi e licheni appiccicati a ontani e grossi castagni.

Il ponticello appena largo da far passare un mulo e la sua soma in pietra ad arco con campata larga 4-5 metri e alto 6 dal ruscello. Tutto in pietra senza un briciolo di calce. Un’opera d’arte direi dalla bravura di chi lo ha tirato su incastrando pietre su pietre, con una grossolana pietra croce di volta. Poco più avanti in basso i resti del vecchio mulino ricoperto da una bellissima coltre di edera strisciante.

Non l’ho mai visto in funzione, abbandonato già quando ero ragazzo ma adesso col tempo sembra la costruzione avvolta da uno strano mistero.

un piacere

di , 20 Aprile 2016 18:22

 

 

 

 

 

 

 

Ada è più giorni che non si vede dice il vicino di casa e allora rientrato un po’ prima ho ticchettato al vetro della cucina con le chiavi di casa e lei mi ha fatto cenno di entrare.

Era in cucina seduta sulla poltrona di quelle moderne regalata dalla figlia settantenne.
Ada è la nonna della borgata con i suoi 96 anni. Ha perso il compagno alcuni anni fa per cui vive sola, ma mai è sola, qui siamo tutti molto uniti.
Mi ha raccontato che con il primo caldo si è presa una grossa raffreddata con alcune linee di febbre. Ha preso due pasticche, credo tachipirina e ora sta meglio.
- mi riguardo Andrea, che devo fare?
la cosa però che mi da più problemi è questa testa che non batte più pari.
perdo le chiavi o dove ho messo lo scialle e per fortuna la fame mi avvisa che devo cucinare.
Ha voluto sapere cosa faccio a questi giorni se ho iniziato l’orto e se il bosco da i suoi frutti?
Le potature sono finite e le concimazioni delle piante da frutto?
Ricorda il mio fare e le ciliegie che viene a cogliere con il suo grembiule tirato a sacco.
- quest’anno torno a coglierle appoggia la scala alla pianta come l’altr’anno mi raccomando.
un pensiero in più vista l’età.
Mi ha versato un calicino di vinsanto e ha aspettato che…
- sempre buono, ti tratti bene Ada, ho commentato
- prima di andare fammi un piacere Andrea, con questa testa non rinfilo più l’Avemmaria, diciamola insieme.
- ma certo se poi ne dirai una anche per me.

di parola

di , 1 Aprile 2016 15:54

 

 

 

Il corniciaio è stato di parole 4 giorni
Finalmente sono tornate a casa vestite come si meritano. Le ho trovate in un bancarella di roba vecchia, a poche centinaia di metri venendo da Agropoli verso Eboli. 6 strisce pittoriche che le ferrovie dello stato esponeva sopra ogni poggiatesta nelle carrozze ferroviarie.
Se ricordate ogni carrozza aveva gli scompartimenti con sedute di rimpetto e tra le sedute poggiatesta e porta pacchi sopra delle belle riproduzioni artistiche o panorami famosi.
Mi è sembrato un peccato lasciarle lì e non portarle via come un felice ricordo di tempi passati. Testimone del  mio andirivieni da studente e non solo. Viaggi in piacevole compagnia o a caccia e non sempre a vuoto.

 

 

 

 

 

Adesso rimane il dove metterle già che i muri sono assai pieni.
Il lavoro del corniciaio è stato impeccabile e in 4 giorni li ha fatti e consegnati

Mi seguiva

di , 14 Marzo 2016 16:21

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La neve di mercoledì se ne è andata ma come non ricordare quei giorni e il fare della borgata; uniti nello spalare sentieri che portano al lavatoio pubblico, ai bidoni della spazzatura e unire case con case. Al paese vicino si va a piedi per la spesa e le donne si trovano d’accordo per andare insieme e scambiare due chiacchere strada facendo.
Da ieri l’altro Andrea detto Bodo ha adottato due asinelli consegnatogleli dall’unità di emergenza per gli animali maltrattati.
Così nel suo garage ha tolto la macchina e messo segatura e paglia per terra e messo i due asinelli.
Una gioia per tutti perché le novità sono una benedizione in questo caso.
La finestrella della vecchia costruzione adesso è sempre aperta e i due musi spesso si affacciano a curiosare appena sentono voci vicine in attesa di carote e mele portate dai ragazzi della borgata.
Speriamo presto che il Bodo ripari il recinto e così in tempi migliori i due asini possano scorazzare per la radura.
L’altra novità è che sono tornato nella buca dove avevo lasciato i resti sbranati di un capriolo ad opera del lupo.
Sono stato seguito nell’andare e solo accorto nel ritorno: belle impronte di lupo lasciate nel terreno reso fotocopia dalla neve nel sentiero che mi ha portato alla buca.
Impronte nitide inconfondibili, il lupo era dietro di me e all’occorrenza si è nascosto, spero ci sia un’altra occasione vorrei sorprenderlo con una bella foto

Rocchetta Mettei

di , 5 Marzo 2016 14:22

Due sabati fa ero lì


Cesare Mattei nacque a Bologna l’11 gennaio 1809 da famiglia agiata, e crebbe a contatto con i massimi pensatori dell’epoca…….
 CIELO DELLA CAPPELLA MATTEI

Per questo, lascita i rapporti sociali e la politica, si ritirò nella tenuta di Vigorso ed iniziò a studiare una “nuova medicina” che fosse maggiormente efficace. Nel 1850 acquistò i terreni dove sorgevano le rovine dell’antica rocca di Savignano e il 5 novembre dello stesso anno pose la prima pietra del castello che avrebbe chiamato “Rocchetta”, dove si stabilì definitivamente a partire dal 1859 dirigendone personalmente la costruzione
PORTA DI INGRESSO

Questi sono spezzoni della storia di Cesare conte Mattei che potete leggere digitando su google rocchetta matte riola a me interessa comunicarvi la mia emozione solo a guardarne il panorama da lontano e immaginatevi a visitare questo capolavoro costruito in 50 anni dagli anni 1860
VISTA DELLA ROCCA ALL’INGRESSO

Non perdetevela questa gita parola di andreapac

effetti spaciali

di , 23 Febbraio 2016 17:53


Ormai sono giorni che la stagione non offre giornate di sole: nebbia e pioggia quando non è neve ci perseguitano. Il tempo scorre a fissare le nubi che corrono in cerca di azzurro. Fa compagnia il  camino con le sue lingue di fuoco, gli scoppiettii e lo sfavillare quando si attizza.

Dopo un inverno non freddo e piuttosto lumacoso con nevicate portate via in poco tempo da modeste libecciate a fatto si che tante cose rimandate sono andate a posto. Attrezzi e persino giocattoli per i compleanni di nipoti e figli di amici hanno trovato posto in giornate di brutto tempo.
E’ rimasto li appeso un carretto con i cuscinetti in attesa delle belle giornate estive da consegnare alla squadra di piccoli avventurieri.
Questi monti che ho davanti a casa sanno sempre come ricompensarmi per la tenacia con cui li vivo.
Effetti speciali quando il sipario delle nubi è tirato a parte: il massiccio del Cimone e Il Librioaperto sono uno splendore.

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