Tanacca

di , 19 Novembre 2008 12:59

Tra le mie cose più preziose ci sono due contenitori per il vino: un litro e un mezzo litro ereditati dal nonno Guido. Ho saputo molto tardi che si chiamava Giudo per molti anni per me era nonno, ma per tutti era Tanacca.

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Razzo

di , 7 Novembre 2008 20:52

Dopo giorni finalmente a casa in mezzo alle cose amiche.
Stamani con un celo così, così sono uscito per due passi e mi sono perso nel sentiero per il Balzo del Leccio.La risposta ad una esigenza cresciuta nel tempo, un bisogno di evadere di respirare a pieni polmoni. Un cercare una pace orfana, smarrita in un andare in passi sconosciuti, a volte ostili e sofferenti.
Il sentiero non offre particolari difficoltà, foglie ingiallite per terra, rami sciancati dal vento e pietre sconnesse, smosse dalle ultime precipitazioni.
Arrivato, la pietra piatta mi ha accolto a sedere come tante altre volte con i piedi penzoloni nel vuoto nella valle sottostante.Un rifugio solitario dove lo sguardo supera i monti circostanti e si perde oltre il conosciuto per spaziare nel mistero della mia spiritualità così insofferente Unica compagnia il grosso leccio, nato nella vena della roccia arenaria.
La vallata sottostante non era più verde, ma nemmeno pienamente piena di colori autunnali.Le piante seminude come bruschini spazzolavano il celo e il materasso di foglie sottostante attutiva l’occhio sorpreso.
Calma e silenzio, lo scroscio del rio giù in fondo con le bianche cascate piene di spuma qua e là nel verde più scuro.
Eccolo, rasenta lo scoglio poi la lama di roccia e infine spazia nell’aria, Razzo, il falco. Gira alla grande e il suo mantello marrone, più chiaro sulle ali, lo rende quasi invisibile.Tutti in genere vedono i falchi dal di sotto e come un quarto di luna, visto di sopra e osservare le sue superbe forme è lancinante per l’anima. Becco e testa ben allineati, ali stese e rigide, coda aperta quando plana e chiusa quando cerca di abbassarsi.
Stupendo.
Non è certo famoso come Corvo, creatura onnipotente del popolo Tlingt indiani di Alasca che grazie a lui sulla terra abbiamo il sole, la luna e l’acqua, ma altresì indispensabile.
Quante volte le sue ali hanno raccolto i pensieri più dolci e portati a tante goccioline di rugiada ogni mattina?
Un volo leggero e guardingo, predatore, come i pensieri e le emozioni pronte a far sussultare il cuore con gioie trasparenti e pungenti.
Una preda da ghermire precipitando nel vuoto e poi il grido di ritrovata forza ritornando sicuro nel celo.
Voglio anch’io gridare nel vuoto.

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