Una maniglia di ottone giallo

di , 26 Dicembre 2010 12:52

Il grande vecchio Rosso si sta riposando chi sa dove e….

Si maneggiano i regali ricevuti e si pensa a quelli fatti e a come saranno stati accolti…?

Tanti e simpatici

Per Attilio ho preso due calzettoni termici e 8 confezioni di camomilla.

I calzini per i suoi piedi marmati che spesso lamenta di avere quando passa di qui con Attila e le camomille per la pazienza che non deve mai mancare per la compagna polacca che si è accasato, e con quella il cane….

Che bischero!

Il suo per me mi ha lasciato c…..a.

Una maniglia di ottone lucida gialla d’orata, in bella confezione con fiocco argento e pallini rossi….

Una maniglia accompagnata da un biglietto

 

Andrea hai tutto,

non ti manca nulla

ultimamente sei anche più luminoso

Buon Natale

e

non farti mancare nulla

se fosse

compratelo”

 

Una maniglia!?!

Che porta pensa debba aprire?

Un amico sincero non fa le cose a caso…

Se non quella del cuore?

Si quella che apre quella porticina

Girata!?!
e un profumo intenso mi ha addolcito l’animo

Il profumo della felicità mi assale, quello che spriccicano le faville di gioia.

Quel dolce che lascia strascichi di serenità e scioglievolezza.

Di là, tante scatole dorate, di argento, rosse di velluto e bianche neve.

Sciogliere quei fiocchi e sollevare quei coperchi non è cosa da poco.

Ti assalgono assassini tanti ricordi e fantasie.

Ognuna ha un nome scritto in svarosky e ognuna ha una luce diversa.

Chiudi una col coperchio giallo, e ne apri una col verde fosforescente.

Ne tieni aperta una col celeste e non vorresti mai chiudere una di fuxsia.

Una la porto al cuore e annuisco a lungo per i doni che mi ha dato e che continua a dare.

Meglio riporre tutto, girare quella maniglia e chiudere.

E pensare che è solo una maniglia che butterò nella cassetta degli attrezzi, ma che riprenderò in mano spesso.

Chi ha detto che anche le cose cretine non possono essere preziose?

riccioli d’oro

di , 19 Dicembre 2010 21:50

veranda giornoAASto attorcigliando le dita intorno ai capelli  ricci che scendono vaporosi giù sulle palle di quella creatura dolcissima che è la mia felicità
Riccioli che sfuggono di mano che scivolano via come i pensieri che gli danno vita.
Momenti preziosi dove la ragione esplora le tante emozioni che hanno fatto crescere questo cucciolo. Creatura nata spontanea quando non avrei dato un soldo per capire che ancora il mio cuore poteva partorire tanta gioia.
Il tempo e lo scorrere della vita troppo impegnata nel fare spesso generano solo
freddo, gelo che pervadono tutta una esistenza e finiscono per vincere anche la speranza.
Così mi sono trovato con le mani vuote pur stringendole con forza.
Solitudine e incapacità di alzarsi a vedere se ancora per me c’era luce.
Non una mano sembrava tesa a darmi quel pizzico di energia per aprire completamente gli occhi.
Il blog, e è venuta quella mano leggera, tesa, muta, l’ho animata e afferrata con forza e ….
Non è facile se siamo soli risalire la china
Certe cose si fanno con risultati certi se fatte in gruppo e meglio se è numeroso, ecco perché di queste riflessioni.
Devo ricordare in questi giorni quanti in questi anni mi hanno porto una mano e a quanti ho porto la mia.
Sì…!?!
Perché quando c’è la gioia e la felicità nel cuore non possiamo trattenerla, dobbiamo travasarla in altri cuori.
Ora mi provo a ricordarvi sperando di non dimenticare nessuno.

Buon Natale e grazie:

Ste, Zagara, Elle, Sempreio, Stellina12, Farfalla, D.I, Edhit, Carola, Falivenes, Mio capitano, Ivi Phoenix, Arial, Clelia, Girotrailibri , Elisa, Khiara, LaChan, Tizy, Degenerato_al_massimo, Carla, Mistycg, Elleletizia, Ciuchino, Violacolor, Aikido, Debora, Amy, Angel devil, Dianaberta, C0me Alice, Fata, Fede, Giardinoeden, Giadadeldeserto, Rebecca, Titania, Faraluna, Pam, Iris, kimi Lisa,  Celia, Stella, Nadir, RediSaturno

Ps. vorei colorare ogni vostro Nik, ma non ho queste conoscenze informatiche per farlo.

 

Perché mi hai ferito?

di , 3 Dicembre 2010 16:57

nevicataAA

Nevica

Nevica forte, mentre il PK si arrampica spinto dai suoi 6 cilindri  lungo la strada piena di neve e verso la casa nel bosco.

NevetuiaAA

 

 

Solo 4 ore fa il vento caldo di scirocco mi nauseava mentre salivo gli ultimi scalini del boing 278 che mi portava da Palermo a Pisa.

3 giorni stupendi a vagabondare per la città tra giardini esotici, piazze con storici monumenti, oratori, mercati e chiese dove solo un segno di croce mi ricordava la mia fede.

Che stupore, da commuovermi perché dinanzi a certi spettacoli così immensi mi sciolgo e se poi sono fatti per la Sua gloria il cerchio si chiude.
Amante del verde sono rimasto abbagliato da essenze esotiche così violente centenarie e degne di essere ricordate nella loro bellezza. Viali di bengiamin, figus magnoli, gigantesche palme washinthon eccezionalmente giganti.duomoAA

Palazzi con cappelle dorate, scalinate e chioschi con mille luci e colonnati testimoni di tanto ingegno.

Chiese, cattedrali dorate con mosaici unici per grandezza e perfezione maniacale.

Strade gradi con porte pittoresche e quel vento caldo che ricorda la tarda primavera sui miei monti.

Palermo

Un sogno cullato da tempo, città desiderata e temuta per le tante cronache, ma Lì vi giuro che è tutto un’altra cosa a partire dai Palermitani, dai loro inviti a comprare nei mercati, dall’offrire polipo bollito in piatti decoratissimi.
Se siete con la glicemia in bilico guai a fermarvi dinanzi ad una pasticceria, una lotta continua col diavoletto che è in me.

Lui a spifferarmi nell’orecchio:
- fermati che non è nulla di male un cannolo,
una fetta di mandorlato….
e l’angelo a spingermi a guardare da altra parte

Così solo mezzo cannolo con ricotta e candito di arancio poco prima dell’imbarco.acirealeAA

Giuro però che non mi sono fatto mancare il resto, dalla pasta con le sarde e l’impanata Palermitana come i rinvoltini o tante altre delizie di cui adesso non ricordo il nome.
Palermo non potrò mai dirti addio, solo arrivederci.

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