I luoghi del cuore

di , 30 Gennaio 2011 18:04

noce1AANeve e freddo

Però come stare senza muoversi e rinunciare a una bella camminata?
Scarponi e ciaspole legate allo zainetto e via per faggete abetaie e boschi spogli e brulli. Non c’è molto da vedere, alberi e alberi, tronchi e tronchi che si perdono nel celo.
Questa settimana spesso azzurro o con transito casuale di vascelli spumosi bianchissimi. Silenzio e solo leggere brezze a pungere il viso, ninfe che si muovono per i boschi nelle ore più calde a giocare a nascondino. Tronchi e ognuno racconta la sua storia, ognuno un messaggio.
I più energici e orgogliosi quelli dritti come corazzieri con grossi pennacchi a svettare sugli altri. Poi gli occhi cadono su quelli che raccontano cicatrici e urti, contorti a sgomitare fra ramaglie e arbusti infestanti. Quelli poi vittime del vento e di frane che crescano inclinati a formare angoli acuti col terreno e a disegnare triangoli col gli alberi corazzieri.
Altri con grossi gonfi, chi sa?
Tumori?
O sopralegno cresciuto sopra una scheggia di granata dell’ultima guerra?
La curiosità poi porta a guardare anche lontano e allora la vista si sofferma su querce solcate da fulmini che dalla vetta si perde fino a scaricare a terra. Solchi color ruggine disegnati da mani violente che ingrossano verso terra dove la neve nasconde la buca. Chi sa che fuoco in qui momenti e che fragore a scuotere tutto il bosco.
Braccia tese verso il celo a farsi dondolare dal vento, ma anche a convogliare la pioggia verso le radici. Un fiume con i suoi affluenti verso la terra a non disperdere nemmeno una goccia di quell’acqua che è la vita.
ontaneta2AANon rimane che poggiare con dolcezza la mano sopra un tronco curvo come una carezza a tutti quelli che mi hanno fatto compagnia nel mio andare.

le perle del ragno Napoleone

di , 7 Gennaio 2011 17:17

elleboro1[1]Il filo invisibile di una ragnatela tirato tra la forsizia e il cespuglio in fiore dell’elleboro con la nebbia si è caricato di tantissime goccioline.

Inverosimile ammirarle così sospese a quel filo invisibile.

Contro luce brillano di un celeste tenue sfumato in bianco opaco.

Una trasparenza che solo la casualità della natura può dare.

Perle ad arricchire questa stagione così priva di immagini dolci.

Stamani il ghiaccio delle fonti e delle canali se ne sta andando riportando alla normalità particolari che per lunghi tempi si sono rivestiti di un mantello plasmante nel trasparente.

Gli occhi sono capitati lì per caso vagabondi tra le aiuole.

L’elleboro con i suoi fiori bianchi sfumati in pallido verde.

Unico fiore spontaneo di questa stagione a rallegrare le spoglie aiuole

Tanto ghiaccio prima e dopo Natale non promettevano nulla di buono

Quando l’ho trapiantato anni addietro mi raccomandai di non toccarlo e tanto meno di assaporarlo per il suo veleno. La sua radice è velenosissima che da una morte con effetti allucinogeni e che nel passato ha avuto a che fare anche con l’oracolo di Delfi.
Sembra che intorno al 576 a. C. gli ateniesi usassero il suo veleno per fare strage degli abitanti di quel posto onde conquistare il tesoro e le strutture intatte del santuario dell’oracolo dell’acqua.
Una guerra avrebbe portato alla distruzione della cittadina.
elleboro4[1]

Adesso è in fiore e le sue foglie seghettate trattengono quel sottile filo che sostiene quelle perle così spettacolari.

Panorama Theme by Themocracy