Quattro carote

di , 28 Marzo 2011 17:34

grasseingressoQuesto pomeriggio di cacca non vuole proprio passare.

Il tempo sembra fermarsi ad aspettare che tutto il cielo cada giù in pioggia

e Lui

Il frigorifero con quella bella maniglia cromata su fondo giallo

- aprimi andreapac

- aprimi e …

Ken Follet e le pagine che corrono e prendono

alzare gli occhi e

Lui

Giallo accesso bombato con sopra quei tralci verdi striati in bordò della miseria variegata

Il pesante volume “mondo senza fine” che chiede e pretende sulle ginocchia.

Quella 1216esima pagina con quella domanda che riassumeva i quaranta anni trascorsi insieme dei due protagonisti

….ma lei mi amerà ancora?…

Una pausa meritata per raccogliere le emozioni di quei righi.

Farli propri e godere di quel trasporto.

Lui

ancora lui

….giallo e bombato.

Il pesante libro scivola sulle ginocchia e poi sul tavolo da fumo

Due passi e

Clik

Formaggio, ricotta

yogurt budino formaggio grattato

la birra

uova e mortadella

Porri finocchi

carote

Carote!

Si!

………………………………..

Pela carote e primo morso

secondo

terzo

Le quattro carote cambiano luogo in pochi minuti

Caris e Merthin chiamano

Il divano, Ken Follet e via nel medioevo inglese

Quando le grondaie cantano

di , 7 Marzo 2011 18:28

terrazza cagliariAA[1]Stamani le grondaie gocciolano acqua e cantano

Le temperature stanno salendo e col primo sole il gocciolio si è fatto intenso.

La neve si scioglie al bel sole

Bello stare appoggiato alla facciata di casa baciato dal sole.

Acceca occorre socchiudere gli occhi.
La neve è ancora alta giù nel bosco sotto casa come è sempre attaccata agli ultimi rami di abete e non è ancora scesa del tutto dai tronchi rugosi dei castagni.
La terra riposa si rilassa agli occhi dei guardoni: stelle, luna, sole e nuvoloni.
Sotto la neve chi sa se il topolino sente la primavera e la nizzola ha ancora le nocciole da sgranocchiare.
Il sole, il tepore che riempie il mio piumone, intorpidisce come in quelle giornate estive disteso sulla sabbia al mare.
Il silenzio che nulla distrae, le mani nelle tasche e la mente a galoppare, a cercare quella quiete che spesso manca.
Ma quando troverò pace?
Quando smetterò di battere di passione e desiderio?
Emozioni non dimenticate e che sgomitano ancora nel presente.
Perché non cancellare tutto?
Perché non ricordare solo quei momenti festosi e pieni di gioia?
Che scherzi strani fa il sole di marzo.
Tornano invece i ricordi di bambino di quanti prima di me si sono seduti su queste pietre ben lavorate e sistemate ad arte.
Il nonno Guido qui intrecciava i salci con maestria e che belle ceste a sera portava nel carbonile.
Troppo presto in marzo per iniziare le pratiche orticole ma come stare fermi?
Attilio carica la macchina torna a Bologna e inizia la lotta per infilare il cane in bauliera.
Sempre la solita storia dovrà come ogni volta dare il buon esempio: salire lui e chiamare con voce ruffiana il cane.
Mi guarda e ride, sa che sto dandogli del bischero ma per amore questo ed altro.
Che scherzi strani fa il sole di marzo quando le canali cantano

 

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