Chiudere gli occhi

di , 18 Agosto 2011 20:02

piatto funghiAANon un colpo di luce ma buio, ombra intensissima, capita anche questo dopo una radura trovarsi nel folto di un bosco fitto, fitto di abeti e faggi.
Un profumo intenso di fresco e di resina ti pervade sin nel profondo.
Chiudere gli occhi e vivere quei momenti.
Camminare e guardarsi intorno, spesso è lontano che fugge lo sguardo.
Fondovalle che si perdono nel verde, rosso di tetti di borgate e paeselli stretti a colli centro valle.
Raro se non si incespica di posare gli occhi a terra e allora si osservano tappeti di eriche fussia campanule viola e rare genzianelle.
Giù nei pascoli qua e la tappeti bianchi di camomilla e poi il verde bruciato da questa estate marzaiola.
Clima pazzerello che prima illude in una seconda primavera poi schianta nel sole ogni tenero imprudente germoglio.
Attento a non interrompere processioni di formiche rosse cariche ognuna di un ago di abete, neri mangiacacca che brulicano intorno ad un escremento di capriolo.
Sensazioni strane come di essere seguito da sguardi timidi di cerbiatti.
Colori, fiori, ciuffi di verde qua e la in abetaie folte e buie.
L’improvviso fresco che fa rabbrividire e ricorda che strane presenze sono accanto a te.
Una brezza,  ninfe che giocano,
lo scricchiolio di un ramo ti fa correre a elfi che saltano di ramo in ramo,
pesticcio di orme sconosciute, hobbit?
Una manciata d’acqua, un’altra e un’altra ancora, il braccio che asciuga il sudore è bello e comodo il masso che mi accoglie…

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