grucce

di , 30 Novembre 2011 21:12

stasera

Un quarto di luna

Si cammina svelti fa freddo

luci lontane, vive

tanti paesetti là sui monti

macchine che corrono giù nella statale

Una boccata d’aria alla ringhiera di casa prima di rientrare

Chi sa domani?

Il tramonto l’ho perso

che vestito si metterà il Domani

L’armadio del tempo ne è pieno zeppo

Grucce tutte ben in fila con abiti di tutti i colori

Freddi, caldi, neutri, tristi, allegri, sbarazzini e attorcigliati.

Le grucce del mio armadio sono di legno

Una gruccia, un capo

Sono in fila a ricordare tanti episodi del mio andare

storie e giorni vissuti da non dimenticare

Ogni gruccia vuota una pagina della mia vita che si consuma

Tornerà a sorreggere di nuovo quell’abito e con esso un ricordo

Che strano 
Le mani corrono sicure nella scelta come se una forza guida portasse a prendere quella e non l’altra, quell’abito e non l’altro.

Il mio umore che si modella con quella camicia, con quel maglione, con quella cravatta o con quella giacca.

Grucce e grucce testimoni silenziose di tanto di noi.

E pensare?
………………………………………
Poco fa facevano bella mostra di sé in una costruzione post moderna.
Una scultura catena di grucce che tiravano l’attenzione dei presenti per la loro stravagante cupola.

Giorni di pioggia

di , 6 Novembre 2011 21:40

Video importato

Gli alberi si stanno spogliando in tutta fretta

Sembrano aver tirato giù la cerniera e lasciata cadere la tuta verde messa lentamente in maggio

Foglie mezze dappertutto da oggi a domani.

Le strade che cambiano colore da grige  a  oro, giallo, indaco.

Rimangono rami scarni grondanti gocce di pioggia come lacrime di dolore

Rivoli d’acqua scendono lungo i pendii e le grondaie riempiono le zanelle lungo le strade

Gocce di pioggia scivolano giù su vetri trasparenti e tracciano percorsi casuali fino alla soglia

che le raccoglie in rivoli lungo il muro

Rimango ad osservare separato da trasparenze la natura che dopo tanti giorni si di siccità si disseta

Il vetro è freddo, umido e le mie dita che lasciano disegni insignificanti e vuoti.

Altro vetro spesso mi separa da immagini amiche.

Una trasparenza così insignificante che la forza del pensiero frantuma e rende inesistente.

La fantasia concretizza una vicinanza reale, palpabile che agnenta le distanze.

Fredda e pungente la pioggia sul viso, scuote e percuote

Non pungono e turbano spesso tante parole lette su quella trasparenza che divide da amiche entità?

Non conviene correre per evitare di bagnarsi come non è necessario farsi scudo di superficialità per non farsi coinvolgere in dolci emozioni.

Può accarezzare la pioggia che fredda ci bagna?

Si, è stupenda quando si allargano le braccia e si corre con i cuore gonfio di pietà per noi stessi.

Un refrigerio a saziare ferite mai rimarginate.

Accarezzo spesso questo vetro che con la sua trasparenza mi separa da semplici e ingenue dolcezze che le relazioni umane mi concedono.

Grazie a chi, mi chiedo?

Chiudo gli occhi e volo come foglie al vento in cerca di lacrime di pioggia.

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