la santa delle grazie impossibili

di , 25 Marzo 2013 07:48

Sabato 23 pellegrinaggio a Cascia

Levataccia con il clima giusto per un cimurro.

Giù nella piana, autostrada e dopo 2 ore sosta idraulica…

Bel bar con pastarelle fresche caldissime da scottarsi col ripieno di cioccolata.

Bettolle, Perugia, la piana del Clitunno e traforo sotto Sellano e il Nera, quello che col Sele è
protagonista delle cascate delle Marmore più giù.

Finalmente Cascia e il santuario…

Pranzo da infiammazione lì…con abbondati norcinerie piccantissime e finalmente Rocca Porena.

La casa natia di Rita, lo Scoglio, l’orto dei miracoli e la Croce Santa

Finalmente seduto al bar con un buon bicchiere di birra e

una bella ragazza che viene verso di me: coscia lunga, ciccia giusta e al posto giusto

  • Andreapac

Nel fissarla mentre cresceva lo stupore e l’agitazione

  • Si
  • io…..

Una calorosa stretta di mano e con sorriso di ammirazione me la sono baciata sulle guance

Ha preso un caffè e tante parole e tante cose da dirci.

Rita sei proprio la Santa per le cause senza speranza

 

domenica di pioggia e neve

di , 10 Marzo 2013 11:14

 

Stamani in casa sembra ripetersi quanto succedeva tempo fa,
Profumi di arrosto, aglio, rosmarino e sugo che matura in disparte sulla stufa.
La tavola per la colazione.
Ciotola, e chi sa perché, fetta di pane a strisce sottili che emergono dal latte e orzo.La zuppa del nonno Guido.
Già di ritorno da qualche faccenda e affamato.
La pazienza nel spingere il pane nel latte e spezzarlo con la punta del cucchiaio.
Lente cucchiaiate e il sorso finale.
Sembra vederlo lì dove ora siedo io.
Mi ricordo i suoi silenzi e i cenni di consenso con quelle grosse manone.
E
di cose da raccontare ne aveva tante.
La grande guerra a 18 anni, il Bosforo, la Libia, l’Etiopa e l’avventuroso rientro.
La nonna più chiaccherona spesso ricordava.
Lui no solo flesch di corpi massacrati sul Piave, le cannonate del suo incrociatore dove era aiuto macchinista, la sete e il polverone del ghibli, il caldo e i neri, neri del Kilimangiaro.
Vita incerta, sempre via, con la sola spinta quella della sopravvivenza.
Pensare a oggi a quanto ci sentiamo sacrificati e solo in grado di chiedere e pretendere.Spesso prego perché quella forza del nonno sia in me e non possa mai deludere questi miei passati che sento ancora vivi intorno a me.

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