Gesti che si ripetono

di , 20 Aprile 2013 19:15

Ho accarezzato le pietre bianche sfumate in ruggine della cattedrale di Noto

Liscia, igroscopica ad asciugare le dita.

Ben levigata e qualche volta logorata dal vento.

Ho visto fare quel gesto tempo fa dal nonno prima di scegliere pietra che poi è diventata l’acquaio che ho in taverna.

La mia pietra è più ruvida mangia la pelle e brilla di quarziti.

Giù in quello di Ragusa nessuna scritta fatta da occasionali scalpellini su pietre.

Qui i fontanili e pietre ben in mostra portano frasi e proverbi.

Su ai piedi del Falsarego  ricordo una frase
” alpino se vuoi camminar con lena
ricorda di aver le labbra che sanno di vino”
Al ponte sul Sestaione sulla via del Brennero un’altra scritta su una fontana monumentale sulla pietra centrale è scolpito:

“o pellegrin se del sentier sei lasso fermati
e bevi e poi raddoppia il passo”

Pietre bianche o scure, dure o lavorabili, lisce e ruvide bello guardarvi e immaginare il bello fare dell’uomo.

un soldo in tasca

di , 5 Aprile 2013 07:54

Qui in montagna la vera primavera è ancora lontana, ma basta scendere nella piana di Pistoia che le cose cambiano radicalmente.
Tanti vivai di piante da giardino che vanno in zolla in mezzo mondo e tante specie sono in splendida fioritura.
Qui invece ancora mucchi di neve e uggiosa pioggia.
Da quindici giorni ho in tasca un pizzico di spiccioli.

Dice che col primo canto del cuculo se abbiamo soldi in tasca sarà un anno ricco.

Strano volatile, volo a vento con ali strette e grande più o meno di un nibbio.

Depone l’uovo nel nido di un altro e sa tante cose.

Un volatile colto, almeno a quante risposte da.

Provate se lo sentite a urlargi…

- cuculin cuculò quanti anni Hoooooo???????
ascolrerete nel silenzio i suoi cucù

Devo precisare l’altro anno ha saputo anche quanti euro avevo in tasca, ma l’anno non è stato dei
migliori.

Speriamo in questo e aspetto che si decida a cantare su nella faggeta.

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