Salvestrella che ogni insalata fa bella

di , 23 Febbraio 2014 11:05

 

Con questo inverno senza neve ma il resto c’è stato e non si è fatto mancare nulla; la natura è assai avanti, i prati in pieno risveglio e i salici già con i loro boccioli col capetto bianco.Allora è anche tempo di verdurine selvatiche tenere e saporitissime da fare in insalata.Devo ringraziare la mia insegnante di elementari che negli intervalli di didattica ci portava a lezione di naturali sul posto.Così tra acute osservazioni sulla vita delle piante anche gli erbacei. Coltello alla mano e cestello si cercavano ranfi di botta, ranuncoli e la loro radice piccola ma amarissima, code di cavallo, maggiorana, fili di aglietto, erba cipollina, radicchi e cicorie e per ultimo la salvastrella con le sue foglioline piccole ma stuzzicanti. Così ancora adesso in genere dopo l’andarsi della neve i frutti dell’ultima coda dell’inverno: insalata di campo, nelle abetaie funghi dormienti. Stamani, una bella giornata di sole e allora come allora coltello e cestello e a passeggiare nei prati. Buon raccolto e oggi gustosa insalata con tantprofumi,  ma vi dico di sapore immensamente buono.

 

Casa dolce casa

di , 4 Febbraio 2014 11:23

Non c’è da fare tante fantasie in questi giorni di pioggia.

Casa, due passi al bar per un caffè e poi casa.

TV ma poi viene a noia anche quella con le soliti liti e schiamazzi.

Mi rifugio nella lettura e sbircio la finestra con le gocce che si rincorrono.

La casa non è morta solo silenziosa.

Il camino che illumina opaco il soggiorno, Wisky che se la gode sulla coperta di pail sulla poltrona e le piante grasse che strano a dirsi sono in splendida crescita.

I cactus hanno messo un’altra paletta minuscola ma che fa almeno un millimetro al giorno.

Il cinbidium che da dopo befana prima con sette grossi germogli ha fatto sì che fosse al centro dell’attenzione poi con sette spighe che per la fine di febbraio sbocceranno in magnifici fiori, orchidee a tralcio bianche velate in fussia.

Lo sguardo corre anche ai miei giocattoli diventati d’epoca appesi o appoggiati sui mobili.

Nonno Guido perdeva tempo nei giorni di neve per noi e così oggi con quei manufatti corro indietro. Il battutone e la raganella da suonare per il venerdì e sabato santo, la carretta con la ruota girella fatta con un tondo di ontano…

Basta girare gli occhi, e manca tanto quel profumo di arrosto che i giorni di festa
ci accompagnava al risveglio.
La neve stenta a venire e poca pace nel cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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