il pane dei legionari

di , 25 Febbraio 2015 08:12

Mi sono sempre spinto in avventure culinarie, ma mai avrei pensato di fare il pane come i fornai delle legioni romane.
Ho cercato farine in molte regioni italiane come ho comprato spesso grano invece di suvenir come fanno tanti che girottolano per il mondo.
Così insieme ad una pannocchia di granturco barattata con una penne bic in Egitto ho comprato 70Kg di grano tornando dalla puglia. Andato in alta Garfagnana per comprare un sacco di grano marzolo.
Potrei continuare con tanti stravaganti acquisti alimentari ma mai avrei pensato che una trasmissione di Ciro Vestita mi portasse a fare il pane come facevano i fornai al seguito dei legionari romani.
Ormai sono anni che faccio il pane, quello che tutti conosciamo farina di grano tenero, poi sono arrivto con farine d’orzo, di cereali misti, di faine di sesamo, con farine miste e patate lessate….
Ciro Vestita ha dato la ricetta, un elenco di ingredienti e il resto l’ho messo io con strabilianti risultati
Ho ottenuto alcune pagnotte con un sapore diverso ogni morso, ma che tolgono la fame e danno tanta energia.
Ho impastato 800g di acqua con 2 cubetti di lievito e fatto agire per un  paio d’re poi ho aggiunto 3 cucchiai di miele per ogni cubetto di lievito, due brancate di fichi secchi e altrettante di noci.
lavorato bene la pasta e fatta lievitare ulteriormente per 2 ore poi ho formato 3 grossi pani e altre due ore di lievitazione mentre il fuoco scaldava il forno.
50 minuti e rigirato e il risultato un successone.
Grazie Ciro Vestita

Come dondolo

di , 13 Febbraio 2015 12:14


Stamani
Cose da giovani quando da infante sulla nuova carta di identità scrivono studente.
Capita che un incisivo dopo l’altro inizi a dondolare perchè un altro dente che sta soto vuole uscire.
Così ad Amelia stamani il dondolio si è fatto molto acceso direi mare forza sei con onde andirivieni  molto lunghe.
Tempo del filo
Così legato all’estremo di un filo l’incisivo che burica  e l’altro estremo alla maniglia della porta uno splasc e il dente è rimasto penzoloni al filo annodato alla porta.
Un oh…! e nulla più, dolore e attesa.

 

Gromnica

di , 2 Febbraio 2015 18:04

La candelora oggi e i proverbi si sprecano,  le chiese offrono in ceste candele benedette. 

tempi addietro, quando ancora non c’era la luce per le case, quelle candele venivano accese sul letto di morte.
In Polonia tutt’altra storia:
Ogni famiglia aveva e forse ancora ha la sua  gromnica, da grom tuono, la candela della Madonna del tuono.
Una candela lunga più di 50 centimetri e di diametro intorno a 5 e per la candelora veniva cinta di un nastro celeste e portata in chiesa per la benedizione.
Nelle giornate di tempesta quando i tuoni e lampi minacciavano le cose e la vita dell’uomo veniva accesa e posta sul davanzale della finestra non solo come benedizione ma anche come difesa della casa.
Oggi una giornata di sole qui sulla mia montagna fino alle 16 poi minaccia bufera, il proverbio dice: Candeloro e se sole o solicello siamo ancora in mezzo all’inverno
Il meteo ha messo neve fino a venerdì poi….forse altre giornate al camino con una sedia da impagliare e un libro da sfogliare.

Panorama Theme by Themocracy