tre abeti

di , 29 Novembre 2015 11:38

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non stanno mai fermi ondeggiano continuamente ora per il passare delle linfe dei boschi ora per le folate del vento. L’altro giorno si pregavano come volersi inginocchiare dinanzi all’Onnipotente tanto il vento era forte.

I tre grossi abeti che mi salutano ogni volta che lascio la borgata  e mi danno il ben tornato quando imbocco la mulattiera che mi riporta a casa.
Mi hanno visto crescere e di dolore mi hanno permesso le mie sfide al lancio del coltello contro il loro tronco. Bello arrampicarmi fino quasi alla cima per esplorare il nido dello scoiattolo e ne porto ancora il ricordo quando per prendere un cucciolo mi sono trovato addentato alla mano destra.
Ricordo anche la corda appesa a quello più in fuori sul dirupo e dondolarmi pericolosamente con gli sculaccioni di nonna Diamante per aver sfidato la morte.
Ora secondo la protezione civile devo abbatterli sono pericolosi dicono.
Ci sto pensando e rimando anche se sono arrivati 2 solleciti.
Perché se sono nel mio e ci passo solo io?
Sono in un naturale equilibrio curato dalla natura nella loro crescita.
Perché i miei sogni ascoltati da quei rami smossi dal vento devono armare la mia mano?

si arrotola come gli spaghetti

di , 11 Novembre 2015 17:48

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quasi buio ma sono passato nell’orticello e preso un cesto di radicchio che noi chiamiamo pan di zucchero, voglia di sapori estivi con queste belle giornate di San Martino.
Una piantina che cresce fornendo un pugno di petali croccanti e saporiti
Va mangiato come gli spaghetti ma è verde nelle punte delle foglie e di un bianco giallastro nel cuore
Croccante e amaro che esalta il suo sapore se fatto riposare un po’ nell’acqua corrente
Il segreto è quello di tagliarlo sottile e farne delle striscioline di due tre millimetri di spessore.
Arrotolo nelle foglie esterne più foglie, tagliere e coltello attenzione a non lasciarci anche un po’ di dito.
Fatto asciugare si combina con capperi, aglio e acciughe, ultimamente lo ammorbidiamo con yogurt magro sale e una C di olio.
Vi assicuro che va a ruba e non basterebbe mai anche se la terrina è grande e ricolma di questa verdura che nella sua semplicità ci ammutolisce mentre si sgranocchia.
Dice che il 20 nevica e allora chi sa quando rigusterò il frutto del mio lavoro

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