Chi sa? Lupo?

di , 27 Gennaio 2016 18:11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credo di aver trovato la dispensa di un carnivoro, lupo o cani randagi dovrò appostarmi tra qualche giorno,
Il ritrovamento di una buca con tanta terra smossa  da dove affioravano due zampe e pezzi di pelle mi hanno fatto prestarci attenzione.

Le due zampe: di capriolo o daino ,ma più incline al capriolo.
Sfilacciati brandelli di vello con il colore e disegni  non ponevano dubbi: capriolo
La preda con certezza è stata divorata subito nelle parti più molli, intestino e parti muscolari mentre le parti più dure sono lasciate alla decomposizione per poi tornare a finire ogni pezzo tra qualche giorno, si salveranno le corna qualora la preda fosse maschio e già almeno di due tre, anni.
Una conferma per chi aveva ancora dubbi, anche se non si vedono siamo osservati da occhi feroc andando per boschi.
Meglio andare in giro con coltellaccio tipo Rambo o fucile, ma quello non l’ho per cui una vecchia baionetta ben affilata ritrovata a cercare funghi in una ciocca di castagno farà il caso portarla dietro.
Servirà a poco ma almeno darà morale.

il tandem di Dio

di , 10 Gennaio 2016 18:51

 

 

In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio: “Maestro, come posso essere sicuro che Dio è al primo posto nella mia vita?”.
Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a questa domanda. Poi feci un sogno. Sognai una bicicletta a due posti. Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare. Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante. Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti? Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità, a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella! Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: «Pedala, pedala!». Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: «Signore, ma dove mi stai portando?». Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi. Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo: «Signore, ho paura…», lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito una immensa serenità si sostituiva alla paura.
Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia. Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio. Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. E ripartimmo. Mi disse: «Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso». Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere, e il nostro fardello era comunque leggero. Dapprima non mi fidavo di lui, al comando della mia vita. Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro. Ma lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi. E io sto imparando a star zitto e pedalare. E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, lui si limita a sorridere e dice: «Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!»”.

 

Un po’ di carta igenica in più

di , 3 Gennaio 2016 11:10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si;  tra le arti culinarie non ci sono barriere così ho sperimentato una nuova ricetta.
Oddio sono stato quasi costretto dalla sorte, diciamo così.

Sotto la tettoia oltre alle altre cose un gran mucchio di Kiwi che tutti dicevano: ma che belli; quanti poi, quando si trattava di darli un sacco di ma…e altre scuse.
Mi sono fatto dai più grossi e tra una pera una mela ho aggiunto anche i kiwi alla frutta nel centro tavola, ma sono tanti.
Ieri infine ho voluto andare oltre e così indorato cipolla e uno spicchio d’aglio ho rosolato una decina di kiwi e a parte ho portato quasi a cottura il riso.
Nella padella poi ho amalgamato il tutto, non dubitate ho messo sale peperoncino e concentrato di sapore fatto in casa.
L’occhio lo ha trovato bello nel chiaro colore e con bottoni di verde chiaro.
La prima forchettata è stata di chi cercava il sapore dell’uno, riso e dell’altro kiwi, ma non era male. La seconda forchettata senza grana:  vincente buona di dolce sapore completamente forte di kiwi che lasciava la bocca pulita e leggermente acidula.
E’ andato a ruba sparito nelle boccucce di chi con me divide la tavola.
La storia non finisce qui da ieri ho una attrazione fatale non solo mia per i bagno.
La carta igenica va a ruba

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