il nonno acquistato

di , 21 Maggio 2016 13:49

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aveva fatto mille mestieri Tanacca
Aiutante del mio nonno a portare sale da Asmara al porto, poi nella guerra contro il negus e infine in camion fino a Tripoli per rientrare e finire la seconda guerra in Albania e tornato in treno sotto un seggiolino  coperto dalle gonnellone di una dalmata che anche lei scappava da Tito.
Tanacca aveva messo su a casa una bettola dove mesceva vino, vinsanto e grappa fatta da Giovanni detto Grappa.
Nel  56 aveva messo su un camioncino 1100 FIAT e con quello faceva il porta roba dalla città Pistoia e il paesello; al banco a mescere quartini di vino la giovane moglie e la cognata rimasta ragazza per la fuga del biondo bergamasco venuto a riparare i girelli che da me portano all’Abetone.
L’andare al mercato una volta alla settimana, una corona che si snocciolava ad ogni bettola fino alla città dove prima di cominciare a battibeccare per le poche cose da comprare l’obbligo della sosta in Porta a Borgo. Piatto di trippa con quartino di rosso, due spacconate con gli amici anche loro cascati dai paesi limitrofi lì. Con le prime luci del giorno apriva il cancello del mercato e iniziavano le grandi discussioni per le 10 lire di aumenti sullo zucchero, pasta i sacchi da 30kg, stagne di olio e le damigiane di vino.
Per le 3 tre del pomeriggio dopo aver risnocciolato la corona con almeno 7 fermate ad altrettante mescite e un morso di pane con mortadella rimetteva il camioncino in garage.
Una bella dormita e alle prime luci della sera scendeva nella rivendita per la cena e per raccontare ai pochi avventori le novità cittadine.
Altri tempi in assenza dell’etilometro.

 

QUI ACCANTO UNA PINA DI PINO MUGO E SOPRA UN RAMOSCELLO DI PINO MUGO

resti misteriosi

di , 10 Maggio 2016 18:01

Questo non è stato un grande inverno almeno qui sulla mia montagna, alle spalle il monte Cimone sul versante toscano.

Sono giorni di sopralluoghi nelle proprietà sparse sul pendio tra il torrente Liesina e il Lima. Se non sono resi trattorabili i sentieri sono un groviglio di vitalbe e cedimenti di terreni e ceppaie cresciute troppo e franate con le ventate.
Il sentiero che porta al vecchio mulino d’Ardelio costeggia il rio Buio tra scogli e precipizzi e scende rapido ora a destra ora a sinistra del rio. Più scendo e più aumenta la portatad’acqua del torrente con docce, cascate rumorose. Spesso il passo è tra foglie gigantesche di begonie albis con foglie grandissime e fiori esili e piccolissimi bianchi
Bella la natura che mi circonda con il verde ancora tenue novello e rocce coperte di muschi e licheni appiccicati a ontani e grossi castagni.

Il ponticello appena largo da far passare un mulo e la sua soma in pietra ad arco con campata larga 4-5 metri e alto 6 dal ruscello. Tutto in pietra senza un briciolo di calce. Un’opera d’arte direi dalla bravura di chi lo ha tirato su incastrando pietre su pietre, con una grossolana pietra croce di volta. Poco più avanti in basso i resti del vecchio mulino ricoperto da una bellissima coltre di edera strisciante.

Non l’ho mai visto in funzione, abbandonato già quando ero ragazzo ma adesso col tempo sembra la costruzione avvolta da uno strano mistero.

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