i sogni come le stelle

di , 24 Giugno 2016 21:50

 

 

 

Poche stelle in questo cielo stasera ma come ieri sera e l’altra sera. Il mio di cieli è pieno di sogni che brillano in mille costellazioni e galassie.
L’inquinamento luminoso dicono e la calura del giorno nascondono, ma anche i sogni sembrano brillare di meno e sempre più confusi in questo cielo sempre più solo. Un tempo mi dicevano che i sogni erano l’unica forza che avevamo noi uomini e col tempo do ragione a quella voce.
Il silenzio nemmeno rotto dal rotolare del mare aiuta a sentirsi piccoli, piccoli seduti sul bagnasciuga.
Qualche luce lontana i navigli che seguitano la propria rotta e una leggera brezza che tonifica ma si fa attendere a lungo.
Il tempo dei lupi di mare che sonnecchiavano al sole e che guardavano in passeggio non se vedono più. Solo e quasi un’accezione io a pescare sul pontile prede così rare e furbe da non farsi più prendere.Le giornate calde e noiate sotto un ombrellone e corpi sempre più deformi immobili a bagni di sole. Quanta miseria mi viene da pensare, molti lì come un premio un sogno realizzato e me in libera uscita felice di tornarmene dietro le rinferriate dei faggi alti e dritti dei miei boschi.

l’avevo promesso

di , 8 Giugno 2016 15:14

 

 

 

 

 

-  Domattina se  bello vengo a trovarti, così avevo salutato nottetempo Giovanni di ritorno dal monte dove aveva lascito il gregge nella stalla estiva. Con maggio ogni anno lascia la borgata e porta le sue pecore su dove finisce la faggeta e iniziano la pratine, fienili di erba fresca e di mille qualità.
Sotto lo Spigolino a fianco del monte Corno alle Scale ha costruito una stalla per l’estate e più in la dove la faggeta struscia per terra il recinto del merizzo. Stamani di buon ora ho preso lo zaino con due cose da mangiare e due birre e su. Ho lasciato la borgata e via per il sentiero tra castagneti ora, abetaie dopo con la faggeta per ultima e poi la pratine con ruscelli saltellati dopo ogni poggetto. Giovanni era nella piana con Svelto il maremmano affianco e un po’ più in la Brava. Un cenno con la mano e mi sono seduto a suo fianco. Ho messo le birre sotto lo scroscio sorgivo e mi sono guardato intorno.
Tanti fiori non ce ne sono ancora è presto per mille e otto. Solo cesti rose di manine di Gesù e qualche valeriana celeste. Un paradiso avrebbe detto un cittadino sensibile sotto quel sole caldo e limpido.
Giovanni parla e parla dopo tanti giorni di solitudine.
La seconda birra aiuta ancora di più, so che ne è ghiotto, a me va più il rosso ma all’occorrenza …
Nella bisaccia Giovanni ha tirato fuori un salamino e mezza ricotta, il mio….
Bello dividere non solo l’amicizia.

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