Che lavagna!!!!!!

di , 23 Gennaio 2017 13:17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La neve, poca veramente sui miei monti, spazzata dalla tramontana e resa farinosa dalle temperature rigidissime.

Ieri pranzo frugale e via con le ciaspole per i sentieri più pianeggianti nella faggeta. Camminare non è silenzioso chi non smette di meravigliarsi, chi urla: – silenzio!!!!
Il trenino si muove obbligatoriamente in fila indiana senza possibilità di sorpasso e il più in difficoltà è il gruppetto di giovani marmotte.
Tenuti a freno e pronti a buttarsi giù per il pendio con i bob che tirano dietro. La tappa è il prato del Ceco che scivola giù fino al campo da tennis: 200 metri lisci e pendenti una chicca per salire sui bob e lasciarsi andare alla velocità.
Stiamo a vedere e tutti i 4 equipaggi volano giù e non resta a noi che scendere con mille precauzioni.
Il campo da tennis è come una lavagna bianca pronta a raccogliere la fantasia di chi si vuole mettere in gioco. Chi strascicando i piedi lasci il proprio nome, chi disegna cani, case; chi si fa tirare per i piedi strascicando il lato B.C’è pure che con movimenti strani fa la farfalla…..
Un pomeriggio da non dimenticare anche se tutti molli e rossi nelle gote dal freddo e la neve che ci siamo tirati.

i denti di vecchia

di , 6 Gennaio 2017 11:29

E’ freddo stamani
e già alle 8 i camini fumavano alla grande
la vita nella borgata continua anche se nessuno è in giro
uno strano silenzio
anche il mio camino è già acceso e una bella fiamma fa sfoggio di se.
in poltrona ad assaporare il caffè è proprio rilassante in compagnia di un bel video musicale. Credetemi sono stufo di questo martellare di notizie.
meglio fare due passi già che il sole è già pieno.
- buona Befana al vicino di casa che rientra dall’ispezionare il suo centralino meteo casareccio.
- meno 8 stanotte e trenta di umidità.
Si sente il freddo, pizzicano le guance
il sentiero per il paese cricchia ad ogni passo, la terra è sollevata dal ghiaccio e il fogliame è rigido.
ai margini dove la terra fino a poco fa era morbida presenta un sollevamento a pettine di ghiaccio che noi chiamiamo “ i denti della vecchi”
Il fosso è asciutto come non mai e solo i cespugli di leccio e fili di ginestre emergono col loro verde, il resto di un marrone che aspetta un po’ di neve.
Il cane di Osvaldo mi fa scuotere col suo abbaiare, sono arrivato alle prima case del paese, ma anche lì nulla.

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