il montanaro racconta

di , 26 Luglio 2017 20:00

Non ho abbandonato l’esplorare i crinali del mio Appennino Tosco-Emiliano ma la scoperta del corso di ruscelli e rii non ha uguali.
Da più giorni risalgo corsi d’acqua con sorprese e ed emozioni che i crinali con fienili mangiati dal sole e frustati da vento danno.
La Limentra, Liesina,  Rio Torbecchia, il Lima, Il fosso di Limano e quello di Lucchio, La Scesta, il Riopagano…
Un camminare faticoso e pieno di veri ostacoli: cascate, guadi obbligati che mi hanno visto camminare i acqua gelida fino alla vita e vero alpinismo.
Con indosso scarpe senza calsini e sotto i pantacorti il costume da bagno e al fianco il coltellaccio ben affilato nella sua fodera.
Bello nel silenzio sorprendere merli acquaioli che si ristorano in acqua limpidissima, il rufolare di cinghiali assetati e bisce veloci a serpentina percorrere bozzi.
Mai però come i brividi di piccoli chenion e antri tanto bui da far allargare gli occhi, il grido del falco sorpreso a tuffarsi chi sa. Il ribrezzo del pasto della serpe bottaia che immobile sta ingollando un grosso ranocchio.
Lo sdraiarsi su un masso e guardare dal basso un grosso faggio con i suoi anni ricordati da tanti rami messi su nel tempo.
Buona estate voi che passate da qui…
il Montanaro

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