roba buona

di , 24 Ottobre 2016 19:28

 

 

 

 

 

 

 

- Andrea abbiamo ripreso a mungere, i vitelli si sono dati via
- domani sera nel tardo pomeriggio vengo a prendere il latte
avevo risposto così a Maria dopo subito la messa domenicale
Maria ha la fattoria ad un paio di km dalla mia borgata in una piana in mezzo ai boschi e si raggiunge per una strada vicinale acciottolata e tenuta il giusto.
Poco fa ho preso il PIK e il bottiglione per il latte e via.
Attivato le quattro ruote motrici ho lasciato la provinciale e su, la strada sale il giusto attraversando il Rio Torbecchia e il Rio Cicco, ma hanno poca acqua.
Hai piedi del poggio la strada si impenna e dopo rispiana ma la salita è resa dura per la giuncaglia e le pietre che qua e la emergono dal fondo stradale. Piccola mossa e inserisco il blocco differenziale e i PIK alla prima accelerata si  impenna spinto dai 5 cilindri e sale a tutta prima.
Mi fermo ai recinti dove due cavalli mi vengono incontro.
Maria è al camino che tira su un calsino con i quattro ferri.
- con quest’umido  si accende al mattino, in casa non c’è freddo ma quando rientrano gli uomini è bene che trovino dove asciugarsi.
Di lato 3 paia di scarponi e di li a poco entra Giovanni con il secchio col latte.
- appena munto e ne versa nel mio bottiglione con un grosso imbuto munito da rete filtro.
il profumo riempie la cucina.
Prende il fiasco del vino e ne riempie due bicchieri e li porge.
- hai visto che tempo…
siamo fermi da 15 giorni…
La notte mi accompagna nel rientro tra schizzi di pozzanghere e felci che accarezzano le fiancate del PIK.

Il vecchio ritorna

di , 30 Settembre 2016 10:32

 

 

 

 

Pensare che tempo fa l’aia in questi giorni si riempiva di teli che accoglievano legumi per l’inverno. Fagioli di Sorana bianchi piccoli senza buccia, i sardi grossi bigi con striature amaranto e i bianconi grandi per l’insalate con le cipolle. Meno importanti, ma per me golosissimi i ceci. La raccolta iniziava con la festa di Santa Celestina e si protraeva fino a metà ottobre. Poi con la vassoia la nonna Diamante li saltava per pulirli da ogni pula e via nei fiaschi. Tempi addietro non c’arano tanti vasi e vasetti come adesso, ma fiaschi con la paglia rotta e spogliatili si riempiva quelli anche col grano che poi veniva riseminato. Oggi nell’aia solo per mio volere un solo telo c’e e il resto che ho ripreso a coltivare finisce nel surgelatore.

Si fanno anche pazzie ma volete mettere un bel minestrone di ceci miei con quelli che si trovano a guazzetto nei barattoli pronti per l’uso?

Dopo 5 settimane ha ripreso a funzionare il ripetitore e così ho potuto avere il contatto internet. Mi siete mancati

pane e cioccolata

di , 12 Agosto 2016 13:41

 

 

Preparato lo zaino e lo zainetto di Amelia abbiamo percorso un paio di Km in PIK e quando quello ha iniziato a slittare e girare a vuoto lo abbiamo lasciato nella prima radura pianeggiante incontrata e proseguito a piedi. Già la vegetazione diradava e gli ultimi faggi striscianti hanno lasciato spazio a mirtillai alti fino al ginocchio. Una tenue frustata ogni qual volta che il piede avanzava e seguiva il piccolo sentiero che si spingeva sempre più in su. Quando i fienili ci hanno circondato ormai eravamo sul crinale e il vento si faceva sentire con teso abbassamento della temperatura. Di qua la Toscana e di là L’Emilia Romagna, spazi infiniti limpidi verso il Tirreno e velati verso la Padana. Il passo ora era più leggero e il sentiero spianava e scendeva leggermente fino al lago Scaffaiolo. Sul bordo ho sentito prendermi la mano e stringerla, un tremito, un’emozione condivisa dalla piccola il suo ansimare. Una pietra pari ci ha fatto da tavolo e ho diviso il pane con formaggio e susine. L’appetito non mancava e il silenzio di entrambi era testimonianza del gustoso mangiare. In fine ho spezzato la cioccolata e appoggiata su una fetta di pane e porta … :

- nonno…!
la cioccolata col pane?
- provala
E’ andata via come il vento.

fresca di sorgente

di , 12 Luglio 2016 14:40

 

 

 

 

 

 

 

 

Nascosta nel muro di Zara la fontanina dell’Aiale.

L’acqua corre per alcuni metri, la sorgente e poco sopra. Una vena tanta è piccola la fessura tra due rocce e quel filo così prezioso è stato riattivato dalla buona volontà dei borgatari.
Chi non aveva mestiere ha messo tanto sudore per i lavori di scasso e nel portare secchi di cemento per chiudere la presa e per il piccolo deposito di decantazione. Il Giovanni 92 anni consigli preziosi perché non andasse persa nemmeno una goccia. Adesso quella che durante l’inverno non viene nemmeno guardata è meta di un numeroso peregrinaggio di bottiglie e stagne.

 

 

Dimenticavo il Guido ha imparato a soffiare dritto e è pronto per spengere le sue candeline del compleanno.

i sogni come le stelle

di , 24 Giugno 2016 21:50

 

 

 

Poche stelle in questo cielo stasera ma come ieri sera e l’altra sera. Il mio di cieli è pieno di sogni che brillano in mille costellazioni e galassie.
L’inquinamento luminoso dicono e la calura del giorno nascondono, ma anche i sogni sembrano brillare di meno e sempre più confusi in questo cielo sempre più solo. Un tempo mi dicevano che i sogni erano l’unica forza che avevamo noi uomini e col tempo do ragione a quella voce.
Il silenzio nemmeno rotto dal rotolare del mare aiuta a sentirsi piccoli, piccoli seduti sul bagnasciuga.
Qualche luce lontana i navigli che seguitano la propria rotta e una leggera brezza che tonifica ma si fa attendere a lungo.
Il tempo dei lupi di mare che sonnecchiavano al sole e che guardavano in passeggio non se vedono più. Solo e quasi un’accezione io a pescare sul pontile prede così rare e furbe da non farsi più prendere.Le giornate calde e noiate sotto un ombrellone e corpi sempre più deformi immobili a bagni di sole. Quanta miseria mi viene da pensare, molti lì come un premio un sogno realizzato e me in libera uscita felice di tornarmene dietro le rinferriate dei faggi alti e dritti dei miei boschi.

l’avevo promesso

di , 8 Giugno 2016 15:14

 

 

 

 

 

-  Domattina se  bello vengo a trovarti, così avevo salutato nottetempo Giovanni di ritorno dal monte dove aveva lascito il gregge nella stalla estiva. Con maggio ogni anno lascia la borgata e porta le sue pecore su dove finisce la faggeta e iniziano la pratine, fienili di erba fresca e di mille qualità.
Sotto lo Spigolino a fianco del monte Corno alle Scale ha costruito una stalla per l’estate e più in la dove la faggeta struscia per terra il recinto del merizzo. Stamani di buon ora ho preso lo zaino con due cose da mangiare e due birre e su. Ho lasciato la borgata e via per il sentiero tra castagneti ora, abetaie dopo con la faggeta per ultima e poi la pratine con ruscelli saltellati dopo ogni poggetto. Giovanni era nella piana con Svelto il maremmano affianco e un po’ più in la Brava. Un cenno con la mano e mi sono seduto a suo fianco. Ho messo le birre sotto lo scroscio sorgivo e mi sono guardato intorno.
Tanti fiori non ce ne sono ancora è presto per mille e otto. Solo cesti rose di manine di Gesù e qualche valeriana celeste. Un paradiso avrebbe detto un cittadino sensibile sotto quel sole caldo e limpido.
Giovanni parla e parla dopo tanti giorni di solitudine.
La seconda birra aiuta ancora di più, so che ne è ghiotto, a me va più il rosso ma all’occorrenza …
Nella bisaccia Giovanni ha tirato fuori un salamino e mezza ricotta, il mio….
Bello dividere non solo l’amicizia.

il nonno acquistato

di , 21 Maggio 2016 13:49

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aveva fatto mille mestieri Tanacca
Aiutante del mio nonno a portare sale da Asmara al porto, poi nella guerra contro il negus e infine in camion fino a Tripoli per rientrare e finire la seconda guerra in Albania e tornato in treno sotto un seggiolino  coperto dalle gonnellone di una dalmata che anche lei scappava da Tito.
Tanacca aveva messo su a casa una bettola dove mesceva vino, vinsanto e grappa fatta da Giovanni detto Grappa.
Nel  56 aveva messo su un camioncino 1100 FIAT e con quello faceva il porta roba dalla città Pistoia e il paesello; al banco a mescere quartini di vino la giovane moglie e la cognata rimasta ragazza per la fuga del biondo bergamasco venuto a riparare i girelli che da me portano all’Abetone.
L’andare al mercato una volta alla settimana, una corona che si snocciolava ad ogni bettola fino alla città dove prima di cominciare a battibeccare per le poche cose da comprare l’obbligo della sosta in Porta a Borgo. Piatto di trippa con quartino di rosso, due spacconate con gli amici anche loro cascati dai paesi limitrofi lì. Con le prime luci del giorno apriva il cancello del mercato e iniziavano le grandi discussioni per le 10 lire di aumenti sullo zucchero, pasta i sacchi da 30kg, stagne di olio e le damigiane di vino.
Per le 3 tre del pomeriggio dopo aver risnocciolato la corona con almeno 7 fermate ad altrettante mescite e un morso di pane con mortadella rimetteva il camioncino in garage.
Una bella dormita e alle prime luci della sera scendeva nella rivendita per la cena e per raccontare ai pochi avventori le novità cittadine.
Altri tempi in assenza dell’etilometro.

 

QUI ACCANTO UNA PINA DI PINO MUGO E SOPRA UN RAMOSCELLO DI PINO MUGO

resti misteriosi

di , 10 Maggio 2016 18:01

Questo non è stato un grande inverno almeno qui sulla mia montagna, alle spalle il monte Cimone sul versante toscano.

Sono giorni di sopralluoghi nelle proprietà sparse sul pendio tra il torrente Liesina e il Lima. Se non sono resi trattorabili i sentieri sono un groviglio di vitalbe e cedimenti di terreni e ceppaie cresciute troppo e franate con le ventate.
Il sentiero che porta al vecchio mulino d’Ardelio costeggia il rio Buio tra scogli e precipizzi e scende rapido ora a destra ora a sinistra del rio. Più scendo e più aumenta la portatad’acqua del torrente con docce, cascate rumorose. Spesso il passo è tra foglie gigantesche di begonie albis con foglie grandissime e fiori esili e piccolissimi bianchi
Bella la natura che mi circonda con il verde ancora tenue novello e rocce coperte di muschi e licheni appiccicati a ontani e grossi castagni.

Il ponticello appena largo da far passare un mulo e la sua soma in pietra ad arco con campata larga 4-5 metri e alto 6 dal ruscello. Tutto in pietra senza un briciolo di calce. Un’opera d’arte direi dalla bravura di chi lo ha tirato su incastrando pietre su pietre, con una grossolana pietra croce di volta. Poco più avanti in basso i resti del vecchio mulino ricoperto da una bellissima coltre di edera strisciante.

Non l’ho mai visto in funzione, abbandonato già quando ero ragazzo ma adesso col tempo sembra la costruzione avvolta da uno strano mistero.

un piacere

di , 20 Aprile 2016 18:22

 

 

 

 

 

 

 

Ada è più giorni che non si vede dice il vicino di casa e allora rientrato un po’ prima ho ticchettato al vetro della cucina con le chiavi di casa e lei mi ha fatto cenno di entrare.

Era in cucina seduta sulla poltrona di quelle moderne regalata dalla figlia settantenne.
Ada è la nonna della borgata con i suoi 96 anni. Ha perso il compagno alcuni anni fa per cui vive sola, ma mai è sola, qui siamo tutti molto uniti.
Mi ha raccontato che con il primo caldo si è presa una grossa raffreddata con alcune linee di febbre. Ha preso due pasticche, credo tachipirina e ora sta meglio.
- mi riguardo Andrea, che devo fare?
la cosa però che mi da più problemi è questa testa che non batte più pari.
perdo le chiavi o dove ho messo lo scialle e per fortuna la fame mi avvisa che devo cucinare.
Ha voluto sapere cosa faccio a questi giorni se ho iniziato l’orto e se il bosco da i suoi frutti?
Le potature sono finite e le concimazioni delle piante da frutto?
Ricorda il mio fare e le ciliegie che viene a cogliere con il suo grembiule tirato a sacco.
- quest’anno torno a coglierle appoggia la scala alla pianta come l’altr’anno mi raccomando.
un pensiero in più vista l’età.
Mi ha versato un calicino di vinsanto e ha aspettato che…
- sempre buono, ti tratti bene Ada, ho commentato
- prima di andare fammi un piacere Andrea, con questa testa non rinfilo più l’Avemmaria, diciamola insieme.
- ma certo se poi ne dirai una anche per me.

di parola

di , 1 Aprile 2016 15:54

 

 

 

Il corniciaio è stato di parole 4 giorni
Finalmente sono tornate a casa vestite come si meritano. Le ho trovate in un bancarella di roba vecchia, a poche centinaia di metri venendo da Agropoli verso Eboli. 6 strisce pittoriche che le ferrovie dello stato esponeva sopra ogni poggiatesta nelle carrozze ferroviarie.
Se ricordate ogni carrozza aveva gli scompartimenti con sedute di rimpetto e tra le sedute poggiatesta e porta pacchi sopra delle belle riproduzioni artistiche o panorami famosi.
Mi è sembrato un peccato lasciarle lì e non portarle via come un felice ricordo di tempi passati. Testimone del  mio andirivieni da studente e non solo. Viaggi in piacevole compagnia o a caccia e non sempre a vuoto.

 

 

 

 

 

Adesso rimane il dove metterle già che i muri sono assai pieni.
Il lavoro del corniciaio è stato impeccabile e in 4 giorni li ha fatti e consegnati

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